NUNCAFÁDER ode all’anima mia

Produzione TeatriAlchemici e Teatro Libero di Palermo

DRAMMATURGIA E REGIA Ugo Giacomazzi

CON Ugo Giacomazzi e Angelo Sicurella

MUSICHE Angelo Sicurella

SOUND E LIGHT DESIGNER Francesco Vitaliti

Il tema intimo della paternità omosessuale, negata sin dal titolo da questo “Mai” (Nunca), si estende a connessioni più ampie. L’indagine privata sul binomio amore/sessualità si mischia così a quella sociale soffermandosi su un’ossessione che miete sempre più vittime: l’ansia desiderante della procreazione che costringe l’essere umano a tramandare nel tempo il proprio DNA in una creatura sempre più corrispondente ai propri desideri. Un tentativo ideale di perpetuarsi dell’umano come tensione ad un’impossibile eternità.

La cosa mi atterrisce perché in essa rintraccio i sintomi di una “malattia” di questi ultimi decenni ancora non esplosa ma che, già in questo stadio embrionale, oltre a nuove vite, sta generando anche delle deformità e delle distorsioni dell’anima che hanno a che vedere con il concetto di alterazione genetica e di razza pura.
In questo intimo progetto la sessualità in tutte le sue forme assume la valenza di motore assoluto che determina scelte, comportamenti, eccessi, socialità, destini. Ed ecco la lotta impietosa fra angelico e demoniaco, fra anima e corpo, fra amore e passione, fra morale e amorale, ma anche fra padri e figli; l’ossessione per l’amplesso che diventa, da piacere condiviso, delirio angoscioso o estremo tentativo di dissoluzione nell’altro/a o nel nulla.

In questo nulla agiscono un Corpo e un’Anima separati ad espiare la loro Passione di vita. Si rivolgono, fuori da questo luogo della mente in cui si sono costretti, ad un Amore ideale e perfetto che quindi non esiste, e sul quale riversano il desiderio di generare una vita ideale e perfetta che quindi non esiste.
Forse non nasceranno né Padri né Figli quando ci si riconoscerà semplicemente uomini.

Foto

 

Foto di Valentina Glorioso

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