FUFÙLL

Una produzione Teatro Nuovo Montevergini e TeatriAlchemici
In collaborazione con Associazione Famiglie Persone Down – Palermo Con il sostegno della campagna FDAD
della Commissione Europea “for diversity against discrimination”
Prima rappresentazione: dicembre 2008, Teatro Nuovo Montevergini, Palermo

 

PREMIO SCHIAVELLI, IL TEATRO CHE VERRÀ 2007 Motivazioni della Giuria: “Per il forte senso di teatralità che un gruppo di giovanissimi ragazzi Down, guidato da due generosi attori, è riuscito a restituire in una favola sul potere e sulla follia. Sulla scena, insieme, professionisti ed attori diversamente abili, danno vita ad un gruppo omogeneo che, al di là di ogni facile tentazione emotiva, offre un esercizio di freschezza comunicativa e di libertà espressiva, che ha prodotto uno spettacolo di scardinante fantasia.”

Ogni mattina Città si sveglia al canto del suo eterno custode, il potente Gallo che ha al seguito due Galline-ballerine “servitemi e riveritemi”; e ogni giorno sempre uguale Città e il suo Rex attendono di essere divertiti e sfamati. A sfamarli ci pensa il Cielo: i cittadini, disposti a tutto pur di averne la dose quotidiana, aspettano che a piccole nuvole, cada la manna, loro unica fonte di sostentamento. A divertirli ci pensano le strabilianti imprese dell’Uomo Forte, la dance acrobatica delle Galline-ballerine, e Full, l’unico che può permettersi di dire e fare quello che vuole, l’unico a nutrirsi di una piccola mela rossa, dono inevitabile del destino. L’importante è che non la faccia assaggiare a nessuno, che non ne riveli il sapore, che non ne faccia neppure sentire l’odore. Ed è così che tutto in Città fila liscio da sempre e sempre tutto sarà al suo posto finchè i Militi vigileranno sulle azioni dei Citizens, e il Gallo sulle loro coscienziose coscienze. Ma questo giorno odora di Apocalisse, l’equilibrio di Città è in pericolo: sogni nefasti annunciano che Full è fuori controllo, che da un momento all’altro potrebbe svegliare le coscienze assopite, portando lo scompiglio, minando per sempre la perfetta quiete di Città. Gallo dunque architetta ed inscena la sua morte e un solenne funerale per il futuro silenzio: Città elegantemente lo piange e la stessa notte è già a letto a russare, a sognare che ancora domani, dono del Cielo, cadrà la manna. Solo, nell’oscurità della piazza, è rimasto Scriba, che stando da sempre in disparte ha scritto di tutto e di tutti conosce il cuore. Trova il cappello del Full e sente che solo indossandolo ci sarà ancora speranza di essere libero e di liberare, a costo di essere sacrificato anch’egli o di diventare per sempre inguaribilmente…Fool.

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