DESIDERANZA

Una produzione TeatriAlchemici
Prima rappresentazione 18 gennaio 2008, CRT Teatro dell’Arte, Milano

 

TESTO E REGIA Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi

CON Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi

SCENE E COSTUMI TeatriAlchemici

LUCI Cristian Zucaro

PERSONAGGI
Pino il fratello
Sergio primo fardello
La madre secondo fardello
tre decenni di vita insieme, almeno

SEGNALAZIONE SPECIALE PREMIO SCENARIO 2007
Motivazione della giuria:
(Roberta Torre, Ermanno Cavazzoni, Stefano Cipiciani, Gaetano Colella, Maria Paiato, Paolo Ruffini, Cristina Valenti) “Per la forza poetica e l’energia implacabile con cui i due attori rappresentano un dramma famigliare orribile e attraente, consumato nella chiusura e nella solitudine, fra fantasmi insepolti e angherie quotidiane, in un sud che mescola religione e superstizione, amore e violenza, esterni assolati e interni vischiosi, dove la malattia è destino e la libertà è un sogno da lanciare nel vuoto, in un crescendo distruttivo di dolore e abbandono magistralmente scritto e magistralmente interpretato sulla scena”.

FINALISTA FESTIVAL VERTIGINE 2010
L’azione si svolge nella soffitta di una casa in un paese indefinito e racconta gli ultimi 50 minuti di vita di Pino e Sergio, due fratelli “problematici” (uno sano e uno con difficoltà psicofisiche) che l’infermità della loro madre ha sempre costretto in casa, forse per vergogna, forse per necessità. Pino, privato da sempre di una vita propria, per sopravvivere a una situazione familiare altrimenti insostenibile, ha elaborato col tempo un codice di comunicazione col fratello malato che prevede un continuo ricorso al gioco. Il loro rapporto simbiotico, logorato negli anni di continua solitudine e vicinanza forzata, li ha resi però uno indispensabile all’altro, per questo Pino ha bisogno di Sergio anche per questo ultimo e disperato gesto:
è la festa di S. Antonio, e i due si preparano al passaggio della processione del Santo Patrono che avverrà da lì a poco sotto la loro finestra; una preparazione giocosa, frenetica e paradossale, un pretesto per chiudere i conti col passato e per farsi trovare puliti e pronti, vuoti e leggeri, senza cibo nello stomaco e zavorre nella testa, quando il Santo, la banda e il popolo dei fedeli passeranno sotto i loro occhi, testimoni scelti della loro rivincita, della loro ultima spettacolarizzazione: il volo dall’alto del balcone che li condurrà verso la tanto desiderata felicità.

DESIDERANZA
Strìcala, lavala, è tutta pisciata Sgràsciala tutta: solo co lei, sempre co lei Le femmine sono tutte buttane Dorme nell’acqua, ora sogna nell’acqua Via traccia, evapora via Osculta il silenzio Ed evapora via

Da quassòpra siamo i padroni del mondo Delùxa la stanza, fratello di morvo Tudèi è Santantònio, tudèi veri femus! Tudèi Io e Tu veri eppy in de aus! Puliti e ordinati, puliti e leggeri Profumo di gigli Fragranza di Zucco Anima santa, attàccati e…jàmp! Fottiamo i crudeli e saliamo le stelle Fin dentro la casa dell’Orsa Maggiore Nel nostro spazio Desiderale Veri femus, veri femus! Tudei Io e Tu …mon amùr, mon amùr…

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