AFFIATATI

Spettacolo finalista al premio Dante Cappelletti 2011

 

TESTO E REGIA Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi

CON Luigi Di Gangi, Ugo Giacomazzi e Agostino Rocca

PERSONAGGI
Il ragazzo padre Lu Luigi Di Gangi
Il figlio down Ago Agostino Rocca
Il cane bastardo Ugor Ugo Giacomazzi

«Dedichiamo questo manuale a tutti quegli esemplari che allevati e addestrati in modo sbagliato, hanno finito per meritarsi la denigrante definizione di “inutili”»

Un anno fa la moglie di Lu e madre di Ago abbandona la famiglia lasciando soltanto un biglietto sul cuscino. Due giorni fa il padre Lu regala il cane Ugor al figlio Ago. Oggi sbirciamo in casa di questa famiglia. Vogliamo evocare il rapporto familiare di un nucleo anomalo, privato di un forte riferimento femminile e materno, la quotidianità piatta, a cui ci si abitua, di una casa piena e al contempo “vuota”, riempita da una relazione padre/figlio che sente inevitabilmente una mancanza. Il figlio si ritrova da un giorno all’altro solo, spaesato, in perenne attesa. Chi lo veste? Chi cucina per lui? Chi gli allaccia le scarpe? Chi lo accompagna a scuola? Chi gli lava le spalle? Chi si accorge di quando ha la febbre? Il padre si ritrova da un giorno all’altro solo, spaesato, in perenne attesa. “La regina della casa” lascia il letto sfatto, il frigo vuoto, la polvere sui mobili e un figlio down e adolescente da accudire. Lu ha iniziato a confrontarsi, quasi per la prima volta, con la diversità del figlio e ha imparato a gestire la famiglia. Il loro rapporto si è evoluto, si è rivoluzionato. Entrambi hanno dovuto superare le pratiche difficoltà ma devono ancora elaborare l’abbandono, crescere e trovare la loro autonomia. Adesso che la casa è in ordine il vuoto attorno sembra ancora più grande e la rabbia dentro rimbomba più forte. Il cane è l’elemento estraneo che il padre inserisce, dopo un anno, forse, per paura di questo vuoto, ma anche uno stimolo per riappacificare un figlio sempre più indomabile, un tentativo di inserire una pedina che possa calmare la sua inquietudine, ma è una mossa che apre in questa delicata scacchiera, voragini relazionali assai complesse.

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