FRATELLANZA

Da Olivo e Pasquale di Jacopo Ferretti e Gaetano Donizetti
Una produzione Teatro Donizetti Bergamo
Prima rappresentazione: 29/11/2016 Teatro Sociale, Bergamo

 

TESTO E REGIA Ugo Giacomazzi e Luigi Di Gangi

SCENE E COSTUMI Sara Sarzi Sartoti, Daniela Bertuzzi, Arianna Delgado

LUCI Luigi Biondi

ASSISTENTE ALLA REGIA Simona Stranci

INTERPRETI
Olivo/Pasquale Giovanni Romeo (basso)
Isabella Anna Delfino (soprano)
Camillo/Le Bross Matteo Macchioni (tenore)
Gaetano Donizetti Ugo Giacomazzi (attore)
Jacopo Ferretti Luigi Di Gangi (attore)

PIANOFORTE Samuela Pala

QUARTETTO D’ARCHI Accademia Teatro alla Scala

Un mare di carta. Carta ovunque, pile di scartoffie, documenti, denaro, ricevute; di carta sono gli oggetti, tanti tantissimi oggetti, cornici, mobili, quadri, affastellati gli uni sugli altri. Dalla carta, a poco a poco, prende forma il teatro. Ciò che vediamo è l’interno di una casa che è anche un emporio, la casa di due mercanti, piena di merce e di documenti contabili. C’è anche il mare. Non lo si vede davvero, lo si deve immaginare lì fuori, oltre una finestra che può aprirsi sul fondo, o su un lato, da dove si potrebbe vedere il porto di Lisbona. E in questa città portoghese il mare porta Le Bross, uno dei personaggi che animano la storia teatrale. La scrisse quasi un paio di secoli fa Jacopo Ferretti, un poeta librettista piuttosto noto soprattutto a Roma e a Napoli, e il solito Gaetano Donizetti la mise in musica. Malgrado sia stata scritta in un tempo che ci appare già lontano, questa storia ci riguarda da vicino, perché alcuni comportamenti, desideri, bisogni, conflitti dell’uomo non cambiano mai, o cambiano molto lentamente. Tratta della convenzione sociale del matrimonio, di ciò che il matrimonio rappresenta come istituzione che da sicurezza, benessere, tranquillità ma tratta anche dei desideri degli individui, delle loro passioni, della loro voglia di libertà e di amore disinteressato. Molto spesso convenzioni sociali e libertà individuali entrano in conflitto, e l’unico modo per risolvere i contrasti è mettersi in ascolto, mettere in moto la difficile arte della comprensione reciproca. Il titolo che abbiamo voluto dare a questa storia immaginaria è Fratellanza, un po’ perché questa parola richiama una propensione a venirsi incontro, un po’ perché i protagonisti sono due fratelli, Olivo e Pasquale, l’uno burbero, autoritario e intrattabile, l’altro morbido, pacioso, allegro. Isabella è figlia di Olivo, che l’ha destinata a Le Bross, un ricco mercante di Cadice, ma lei ama Camillo, il giovane impiegato che tiene i conti dei commerci dei due fratelli. Isabella Rifiuta il matrimonio combinato dal padre con Le Bross, e su questo rifiuto si scontrano Olivo e Pasquale, divisi nei modi di vedere il problema ma uniti nell’amor paterno che entrambi portano a Isabella. Fratellanza è il sentimento che muove i personaggi, i due fratelli, certo, ma anche Le Bross, che decide di rispettare il sentimento dei due giovani amanti, e di rinunciare al matrimonio combinato da Olivo. In verità, quando fu scritta da Ferretti e Donizetti, l’opera aveva un altro titolo: Olivo e Pasquale, e con questo titolo andò in scena nel 1827. Il nostro mare di carta è un libero adattamento, nel quale compaiono anche gli autori.

 Il rigor fu nebbia al vento Tornò pace a scintillar!

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